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   [a cura di Gianluca Gigliozzi]

 



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giovedì, 05 luglio 2007
 

Telemaco in Islanda (Da: "Nessuno"). Massimo Rizzante

Qui sotto non c’è che Atlantico,
o quanto resta del distacco terrestre rispetto ai limiti del mondo
Dalla parte di Dio, nel frattempo, la solita lezione: nuvole
Solo ciò che fugge muore, pazienza dunque per le isole

In settembre le sterne hanno già nidificato,
e sulla spiaggia di Reykjavik i pensieri si schiudono come uova:
inevitabile attributo qui l’uomo è un intruso,
essendo la sua storia un sostantivo declinabile solo all’accusativo

Tormentata dalla sua stessa assenza di vegetazione, la natura
chiude un occhio quando un auto si ferma in mezzo al deserto di lava.
«Siamo così pochi che nessuno ha bisogno di cercarsi» «Perciò Hallgrímur
(come noi tutti) imprecò in un’altra lingua, prima di trovare il suo stile»

Ma non è che il principio, l’apoteosi dell’anatroccolo,
una coppia di sule in posa su una roccia per due amanti del bird-watching,
la specie di lichene che attecchisce alla velocità della luce (merluzzi dovunque!):
tutto suggerisce che dopo di te è qui che vivrà il tuo istinto di conservazione

postato da neuropa | 20:02 | commenti
massimo rizzante