Da: Sonetti di Berryman. John Berryman
Traduzione di Gianfranco Palmery
Io sono qui che aspetto, cara, in soffitta
il tuo passo, oh, il cadenzato tuo passo
nel caldo soffocante – non mi dispiace affatto,
il silenzio mi prende e il no degli orologi
che ci separa più a lungo: hanno fatto
le pietre il primo martire e potranno intralciare
i nostri nemici, io salirò sul tetto
libero a respirare. L’Università di Battipiano
avrà i suoi titoli sul «Times»: studioso ammattisce,
panico tra la folla, danni ai rododendri. Piano
scoccheranno i necrologi, si farà luce sui fatti,
o quasi. Era innamorato, e buggerato. A sua
moglie doveva restare attaccato: tutto qui,
invece di finire, attraversando il mare, ah, così.
